Nel 2020 crollo shock dei consumi in Italia: tessuto economico compromesso?
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- 4 mag 2020
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I dati riportati dall'Ufficio Studi di Confcommercio riguardo gli effetti del lockdown parlano chiaro: si prevede un crollo dei consumi (secondo stime prudenziali che vedono il completo ritorno alla normalità ad Ottobre) pari ad 84 miliardi di euro nel 2020 (-8% rispetto all'anno precedente). Una vera e propria catastrofe per l'economia italiana, peraltro già ai limiti della stagnazione (secondo le previsioni macroeconomiche pre-emergenza) in particolare per i settori del vestiario, dell' automobile, dei servizi ricreativi e culturali e di alberghi, bar e ristoranti. Questi ultimi saranno quelli a dover pagare il prezzo più salato, secondo le stime di Unimpresa infatti, addirittura uno su tre fra bar e ristoranti non riaprirà a Giugno, portando il settore che da solo vale il 9% del Pil italiano nella crisi più nera che questo Paese ricordi dal dopoguerra.
Se il ritorno alla normalità poi dovesse risultare più lento a causa di nuovi incrementi della curva dei contagi, a dir la verità evenienza tutt'altro che improbabile, decine di migliaia di imprenditori in tutta Italia rischierebbero di trovarsi ad affrontare una crisi di liquidità senza precedenti, causata degli ingenti costi fissi, come ad esempio affitti ed utenze, che per loro natura non possono essere né "congelati" né rinviati.
Forse a quel punto non sarebbero sufficienti neanche le misure promesse da parte del Governo, con il coinvolgimento delle banche, previste nelle bozze circolanti relative al nuovo "Decreto Aprile", che avrebbe dovuto accompagnare l'inizio della famigerata Fase 2 ma che, secondo le ultime indiscrezioni, rischia di slittare addirittura ai primi di Giugno.
Notizie più certe si avranno dopo il Consiglio dei Ministri previsto per il 6 Maggio, ma la sensazione generale, al di là dei proclami, è che milioni di famiglie dovranno ancora una volta restare a guardare col fiato sospeso, sperando di poter uscire al più presto da questo incubo, possibilmente senza dover abbandonare l'attività cui magari hanno dedicato un'intera vita.
A cura di Andrea Cappelli





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