Farmaci contro Covid -19? Ecco cosa c’è da sapere.
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- 27 apr 2020
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 3 mag 2020
In questo momento di emergenza sanitaria, in attesa di un vaccino, medici e ricercatori stanno testando diversi farmaci che possano curare o quantomeno arginare la progressione dell’infezione da Sars Covid 2.
Giornalmente trapelano notizie su possibili farmaci risolutivi, ma bisogna fare chiarezza.
Andiamo a vedere come stanno realmente i fatti.
Quali farmaci si stanno testando? quali sono i più promettenti?
CLOROCHINA
La clorochina è un farmaco antimalarico usato per la prevenzione della malaria, è stato il primo a essere pensato come possibile farmaco contro il Covid-19. Purtroppo vari test clinici hanno valutato i suoi effetti benefici non così considerevoli da trascurare i problemi cardiaci che la Clorochina provoca nei pazienti. Bocciato.
IDROSSICLOROCHINA
L’Idrossiclorochina, conosciuta commercialmente come Plaquenil, un farmaco anch’esso usato per la prevenzione della malaria ma somministrato anche in malattie come Lupus Eritematoso e Artrite Reumatoide.
L’efficacia contro il Covid-19 è certificata grazie anche a precedenti studi clinici di questo farmaco contro il virus della Sars. In questo momento viene somministrato nello stadio iniziale dell’infezione assieme ad Azitromicina (Antibatterico) e terapia corticosteroidea, sembra aver ridotto il numero di pazienti ospedalizzati.
REMDESIVIR
Il farmaco americano per eccellenza che qualche settimana fa Trump ha definito molto efficace, è utilizzato normalmente nell’infezione da virus Ebola.
La Gilead, società produttrice del farmaco, ha avviato test di laboratorio al fine di impiegarlo contro questa nuova infezione e grazie alla collaborazione con strutture sanitarie è stato somministrato ad alcuni pazienti infetti. I risultati si sono dimostrati cosi promettenti da far schizzare il titolo in borsa della Gilead, ma francamente il basso numero di pazienti coinvolti non può dare evidenze scientifiche adeguate.
In più qualche giorno fa l’OMS si è fatta sfuggire un report sull’utilizzo del Remdesivir in cui non erano presenti numeri così promettenti.
IVERMECTINA
L’Ivermectina è un farmaco antiparassitario che viene impiegato in medicina veterinaria.
Dei ricercatori australiani hanno però notato che in vitro riesce ad uccidere cellule umane infette da Covid-19 in quarantotto ore. Ora procederanno con i test in vivo per vedere se verrà confermata l’efficacia e quale dose possa essere considerata non nociva per l’uomo.
TOCILZUMAB
Il Tocilzumab è un farmaco comune normalmente utilizzato nell’artrite reumatoide. I medici dell’ospedale Cotugno di Napoli hanno pensato di poter somministrare questo farmaco nella fase cruciale della patologia sviluppata dal Sars Covid 2 al fine di diminuire la risposta infiammatoria. Quest’idea , supportata anche da alcuni test effettuati con lo stesso farmaco in Cina, sembrerebbe dare un miglioramento delle condizioni dei pazienti ospedalizzati.
L’università di Brescia pochi giorni fa ha pubblicato i dati riguardo i primi 100 pazienti affetti da Covid-19 e trattati con Tocilzumab. Il risultato è che nel 77% dei casi le condizioni respiratorie sono migliorate.
Promettente.
EPARINA
L’eparina a basso peso molecolare, normalmente utilizzata nei problemi di coagulazione del sangue, si è considerato potesse funzionare negli stadi centrali dell’infezione al fine di prevenire il rischio di trombosi. Questo rischio che è caratteristico nei pazienti nella fase avanzata della patologia, dove il virus sembra disporsi negli endoteli vasali andando ad ostruirli. L’eparina andrebbe a fluidificare il sangue evitando coaguli.
I primi risultati sono incoraggianti.
PLASMA CONTENENTE ANTICORPI SVILUPPATI DAI PAZIENTI GUARITI
Questa soluzione è risultata essere molto efficace, va a sfruttare la teoria per cui iniettando anticorpi specifici contro l’infezione, sviluppati da individui guariti, questi possano agire andando ad eliminare le cellule virali presenti nel nostro organismo. Cosi è, la sperimentazione iniziata dal policlinico di Pavia sta dando ottimi risultati.
CONCLUSIONI
Possiamo dire certamente che ancora un farmaco o un protocollo medico cosi efficaci non siano stati individuati. L’ideale sarebbe trovare qualcosa che riesca a fronteggiare l’infezione da Sars Covid 2 in modo che i pazienti non debbano essere ospedalizzati, così da evitare il collasso del sistema nazionale sanitario.
Quello cui si punta ora, è iniziare la terapia già a livello domiciliare con antivirali e farmaci corticosteroidi per tenere a bada l’infezione, ma c’è ottimismo che presto arrivino farmaci validi da cambiare completamente la prognosi dei pazienti.




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